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L'associazione di promozione sociale SAN MARCO nasce nel 1991 per volere di Giuseppe Di Rienzo, dando impulso ad azioni culturali con particolare attenzione alla salvaguardia della memoria storica e delle tradizioni.

Negli anni ha collaborato sul territorio con diverse amministrazioni comunali grazie anche ai contributi di diversi enti pubblici e privati, condividendo così progetti a favore dello sviluppo turistico e a sostegno della valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. Numerose sono le pubblicazioni sulla storia delle tradizioni popolari.

Dalla nascita l'associazione pubblica la rivista Arte & Folklore, un mensile di informazione, ricerca scientifica e studi demo-etno-antropologici diffuso e distribuito in Italia, USA e Canada. Dal dicembre del 1994, dopo un anno di attiva collaborazione, instaura un rapporto di cooperazione con la Federazione Italiana Tradizioni Popolari (F.I.T.P.) per il coordinamento editoriale, redazione e distribuzione in Arte & Folklore di un inserto della Federazione (direttore responsabile Lillo Alessandro dal 1995 in poi).

Nel 2006, già anticipato dal 1996 con una serie di mostre permanenti sul costume tradizionale locale, si attiva per la realizzazione del Museo Etnografico Aurunco, creando un vero e proprio centro di interesse per la cultura contadina e marinara, diventando un punto di riferimento per il costume e le tradizioni dell’area Aurunca.

Oggi opera nel campo della formazione, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico, della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, della ricerca scientifica di particolare interesse sociale e culturale, della salvaguardia del patrimonio tradizionale.

Dal 2015 supporta, sostiene e amministra diversi artisti ed ensemble che hanno manifestato un interesse negli obiettivi e finalità dell'associazione. Rappresenta artisticamente tra gli altri Silvia Nardelli e Ritmi Briganti® (proprietaria del marchio registrato) per la diffusione e valorizzazione del patrimonio musicale tradizionale.

Dal 2016 assume la nuova carica di presidente Antonio Di Rienzo.

Dallo stesso anno la direzione artistica è affidata ad Arcangelo Di Micco. Si specializza e perfeziona nelle università di Pavia (facoltà di musicologia di Cremona), di Venezia e di Cassino, come musicista si forma nei conservatori di Salerno, Latina, Milano e presso l’Ecole de Musique de Paris, con attività concertistica in ambito internazionale sia da solista che in formazioni cameristiche. Attivo nella ricerca in ambito musicale con particolare riferimento alle tradizioni popolari ma anche ai nuovi linguaggi compositivi e nuove tecnologie, già docente di discipline musicali presso diverse università, attualmente è professore con cattedra presso il Conservatorio Statale di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli.

Sempre nel 2016 con il sostegno del MiBACT - Direzione Generale Spettacolo, il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Minturno, l'associazione realizza il progetto “Salvaguardia del patrimonio musicale tradizionale”, concretizzato con diversi laboratori, seminari su studi demo-etno-antropologici, producendo inoltre un cartellone ricco di concerti, diffondendo la tradizione dei territori del centro e Sud Italia sia in ambito nazionale che internazionale. Con tale progetto vengono concretizzate e prodotte le prime esecuzioni de Il Canto dei Mietitori (una rappresentazione musicale su canti tradizionali dei contadini di Minturno - LT), dei Canti di questua di Capodanno (raccolti a Tremensuoli, Santa Maria Infante e Spigno Saturnia - LT), frutto di ricerche etnomusicologiche nei territori del basso Lazio.

Dal 2017 è proprietaria del marchio La Pacchiana di Minturno®, un progetto finalizzato alla valorizzazione e salvaguardia del costume tradizionale di Minturno, custodendo così antichi metodi, competenze, tecniche di confezionamento (dalle attrezzature ai tessuti e materiali compreso i fili in oro) dell'artigiana Vittoria Gilda Masone, la quale realizza ancor oggi unici costumi sia indossabili che in miniatura per bambole di porcellana secondo la tradizione.

Nel 2018, nell'ambito del progetto “Canti, riti e tradizioni”, viene pubblicato il primo lavoro discografico, prodotto con il sostegno e patrocinio di MiBAC e Regione Lazio. Nello stesso anno con il progetto “Musiche dai borghi, tra storie e radici popolari” la San Marco ottiene il marchio European year of Cultural Heritage 2018 (Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018) con il quale, dopo oltre due anni di lavoro, vengono riportati alla luce alcuni canti sacri della tradizione orale minturnese, tra i quali l'antico canto de La Passione di Gesù, due ninne nanne e due preghiere, realizzando una campagna di promozione e diffusione in diverse città italiane.

Al momento tutte le fonti delle diverse ricerche svolte (documenti audio, video, foto, ed altri) sono custoditi in un archivio in fase di digitalizzazione e pubblicazione.

Negli ultimi tre anni ad oggi l'associazione ha organizzato oltre 50 eventi tra concerti, repliche, convegni,  seminari e laboratori didattici in diverse città. Si ricordano Arzachena (SS), Golfo Aranci (SS), Tempio Pausania (SS), San Teodoro (SS), Minturno (LT), Atina (FR), Potenza, Castelforte (LT), Gaeta (LT), Cassino (FR), Formia (LT), Fondi (LT), Maenza (LT), Rocca D'Evandro (CE), Melito di Porto Salvo (RC), Reggio Calabria, Siderno (RC), Gallese (VT), Kòka (Pest Ungheria), Coreno Ausonio (FR), Spigno Saturnia (LT), Itri (LT), Velletri (RM), Tarquinia (VT), Montalto di Castro (VT), Monte San Giovanni Campano (FR), Orvieto (TR), Fumone (FR), Cittaducale (RI), Supino (FR), Morolo (FR), Subiaco (RM), San Donato Val Di Comino (FR), Rivodutri (RI), Cantalice (RI), Morro Reatino (RI), Poggio Bustone (RI) e molte altre.

Collabora attivamente con l’associazione, sia per la ricerca che per l’esecuzione vocale, l’artista Silvia Nardelli. Si avvicina alla musica in tenera età con lo studio del pianoforte. Prosegue con la formazione musicale conseguendo quindi il diploma in Canto Lirico nel 2003 e in Musica Jazz nel 2012 al Conservatorio Statale di Musica di Campobasso. Integra gli studi con la laurea magistrale in Scienze dell'educazione nel 2006 (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale - tesi sulla storia delle tradizioni popolari e musicali della Ciociaria) e nel 2009 si laurea ancora in Scienze della formazione primaria (Università degli studi Roma Tre) con una tesi sulla musica nella Didattica Speciale. La passione per la musica popolare, oltre agli studi specifici, si lega con la tradizione di famiglia che vede già i bisnonni suonatori di zampogna e piffero a finire dell'Ottocento e fino agli anni '40, custodendo numerose fonti storiche (documenti, strumenti musicali e fotografie) che raccontano i viaggi, le abitudini, i rituali, le musiche di un tempo. Dopo una brillante carriera nel mondo della lirica che l'ha portata ad esibirsi in numerosi teatri in Italia e all'estero (Roma, Salerno, Ravello, Positano, Sorrento, Casablanca, Malaga, Santa Cruz de Tenerife, Recife, San Paolo del Brasile, Buzios, Rio de Janeiro, Salvador de Bahia), dal 2006 si dedica all'interpretazione del repertorio jazzistico con una intensa attività concertistica in ambito internazionale. Negli ultimi anni si è occupata della ricerca e dello studio del repertorio musicale popolare del centro e sud Italia con particolare attenzione alle diverse vocalità interpretative. Per il particolare lavoro svolto è stata più volte invitata a partecipare a convegni e conferenze sul tema. Attualmente affianca alla carriera artistica quella didattica, collaborando inoltre con diverse riviste per la ricerca etnomusicologica.

L'associazione San Marco è iscritta al Registro Regionale delle Associazioni secondo la L. R. 22/1999 Regione Lazio (Determina G0820 del 07/06/2017).

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